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時事イタリア語

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ロシア、シリアに地上軍の派遣を検討

 ロシア下院のウラジーミル・コモエドフ国防委員長は、「われわれの義勇兵たちがシリアに向かうのを押しとどめることはできない」と発言した。プーチン大統領は、アサド政権の支援を空爆だけに限定しようと望んでいるものの、委員長は「ロシアの義勇兵」が、シリアにすぐにでも到着する可能性があることを示唆しており、ロシア政府による地上軍の派遣に同意している。
 アメリカ合衆国とEUでは、このコモドエフ将軍の言葉は、ロシアが2014年にクリミアで採用したのと同じような戦術をシリアでも採用する可能性があることを示すものとみている。クリミアではロシアは、戦場での戦闘を補強するために、現地の同盟軍とならんで、「非公式の」地上部隊を派遣したのである。アサド政権の軍隊は、イランやヒズボラとともに、奪われた領土を奪回するために、地上での攻勢を準備しており、ロシアはこれに参加するシナリオを考えている可能性がある。


 シリアでロシアがどのような戦略を採用するかをめぐって緊張が高まっているものの、アメリカ合衆国とロシアは、「イスラム国との戦いにおいてたがいに空軍を協力させるための文書」の作成を進めている。これはロシアのアナトリ・アントノヌ国防副大臣が明らかにしたことである。


 ロシアはシリアで5日間に100以上の空爆を実行しており、シリアの軍事紛争への影響はすでに大きなものとなっている。ロシアの空爆の大部分は、サウジアラビア、トルコ、カタールが支援している「征服軍」(ジャイシ・アル・ファタハ)を攻撃するものである。これは反体制派の同盟軍で、アサド政府軍との戦いで力を発揮したが、最近は内部分裂のために第二戦に退いていた。トルコ寄りの「アフラール・アルシャム」は、アルカイダの支部であるヌスラ戦線との統合を強めている。アレッポでは、「カタイブ・アブ・アマラ」が「アフラール・アルシャム」と合同した。全体として「征服軍」は一時の劣勢を跳ね返して強固になっており、その前線はロシアの戦闘本部のあるラタキアから22 kmのところに達している。


 ロシアの空爆によってアサド政府軍はふたたび攻勢を開始することができるようになった。政府軍の主要な目的の一つは、アレッポを占領している反体制派の軍隊を追い出して、トルコ国境に向かって撤退させることにある。これによって、トルコとの国境近くに中立の飛行禁止ゾーンを設置しようとするトルコ政府の計画は実現できなくなろう。トルコではこのゾーンを設置することで難民たちを保護し、アサド政府軍と戦う反体制派の軍隊が前進できるよう、支援することを計画していたのである。
 この中立ゾーンによって、シリア北部にトルコ寄りの「飛び地」を作り出そうとする計画は、ロシアの介入によって妨げられた。そのためにトルコとロシアは軍事的に激しく対立するようになったのである。トルコのエルドアン大統領は、地上作戦でプーチン大統領の試みを阻止しようとしている。10月4日の夜にエルドアン大統領はトルコの航空機に、ロシアのレーダーが管理している空域に侵入して、シリアにいるクルド人の反乱軍を攻撃するように命じた。これはNATOを巻き込むことになるだけに、リスクの高い試みである。


 サウジアラビアからは、サウジアラビアと湾岸諸国の52名のイマームによるアピールが発表された。このアピールは、1980年代に、アフガニスタンの聖戦戦士たちを作り出したものと同様な内容である。このアピールに署名したイマームには、オサマ・ビンラディンの聖戦のイデオロギーを主唱したアブドゥラ・アザムの子孫であるアブドゥラ・アル・アザムが含まれる。やがて「アラブの義勇兵」たちがロシアと戦う聖戦に参加するために、シリアを訪れるようになるだろう。


 アメリカ合衆国の主導する同盟軍のイスラム国への攻撃は効率が低く、アメリカ合衆国が訓練した反体制派は戦線から逃亡しているだけに、アメリカ合衆国国防総省は新たな展開を計画している。アメリカ軍の情報筋によると、「穏健派の反体制派に大規模な援助を行う」計画が立てられているという。これはサウジアラビア、トルコ、カタールがすでに行っているように、既存の軍隊に援助を与えるものとなろう。
 アメリカ合衆国が援助する可能性のある軍隊としては、イスラム国にとってもアサド政府軍にとっても「敵」であるクルド人の戦闘部隊である「アラブ・シリア同盟軍」が考えられる。アメリカ軍はこの部隊を援助することで、イスラム国の本拠地であるラッカに圧力をかけ、トルコ国境沿いに緩衝ゾーンを作りだすことを目的とすることになろう。


 イラク政府はバクダッドに、イラク、イラン、シリア、ロシアの「同盟軍」のための「戦闘指令室」を設置している。イラクプーチン大統領と同盟国となった。現在ではイラクのアル・アバディ首相はロシア政府と、イラクでもイスラム国を攻撃する計画を協議している。イラクからアメリカ軍が撤退してから4年で、イラクはロシアの勢力圏に入ったのである。


 イランとヒズボラの数百人の兵士たちが、ロシアの実行したのと同じような空輸作戦によって、シリアの首都ダマスカスに到着した。この攻撃部隊は、アサド政府軍が失われたシリアの領土を奪回するための作戦において、政府軍を支援することになろう。アラブのインターネット・サイトでは、ロシアが少くとも3万人の兵士を派遣して、この作戦に参加する可能性があることを伝えている。ロシアはシリアでの地上戦に参加する準備をしているようである。こうしてイラン軍と、トルコおよびサウジアラビア軍が対峙する戦線が形成される可能性があり、これによってこの地域で対立する強国の間で紛争が発生する危険性が強まっている。
 

 

La Russia è pronta a mandare volontari in Siria. Nato: violato di proposito lo spazio aereo turco

Il consigliere militare della Duma apre all’intervento di truppe di terra «non ufficiali». Mosca: «Documento per la collaborazione delle forze aeree con gli Usa»
 

Aereo russo sgancia bombe sulla Siria

 
 
 

«I nostri volontari verso la Siria non possono essere fermati». È l’ammiraglio russo Vladimir Komoyedov, consigliere militare della Duma a Mosca, a far sapere che «truppe volontarie» russe potrebbero presto arrivare in Siria, consentendo al Cremlino di avere contingenti di terra sul campo nonostante l’impegno del presidente Vladimir Putin a limitare l’intervento pro-Assad solo alle forze aeree.  

 

IN SIRIA COME IN CRIMEA?  

Le parole di Vladimir Komoyedov vengono lette, a Washington e Bruxelles, come la possibilità che Mosca ricorra in Siria ad una tattica militare simile a quella impiegata in Crimea nel 2014 ovvero l’avallo all’invio di propri contingenti «non ufficiali» a fianco degli alleati locali, per fare la differenza sul campo di battaglia. È uno scenario che consentirebbe ai «volontari russi» di partecipare all’offensiva di terra che le truppe del regime di Bashar Assad stanno preparando, assieme a Iran ed Hezbollah, per tentare i riconquistare parte dei territori perduti. 

 

L’ALTOLA’ DELLA NATO  

L’azione militare della Russia in Siria preoccupa la Nato non solo per le violazioni dello spazio aereo turco, ma «anche perché gli aerei russi «non attaccano l’Isis ma i gruppi dell’opposizione che combattono l’Isis ed anche i civili», accusa il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. Che torna anche sulla violazione dello spazio aereo turco: «Per noi non è stato un incidente, ma una seria violazione. Gli sconfinamenti sono stati due. è la prova che non è stato un incidente». La Turchia insiste. «Un caccia Mig-29 di nazionalità ignota e dotato di sistemi di lancio missili siriani ha interferito con otto jet F-16 dell’aeronautica turca in pattugliamento lungo il confine turco-siriano», accusa lo stato maggiore delle forze di Ankara. 

 

DOCUMENTO USA-RUSSIA  

Nonostante le tensioni degli ultimi giorni sulla strategia da seguire in Siria, Stati Uniti e Russia stanno preparando «un documento per la cooperazione delle loro forze aeree nella lotta contro l’Isis». La conferma arriva dal vice ministro della Difesa russo Anatoli Antonov. 

 

CENTIMETRI

 

I RIBELLI SI UNISCONO  

La Russia ha effettuato poco più di 100 raid in 5 giorni di operazioni in Siria ma l’impatto sul conflitto militare è già significativo. La maggioranza degli attacchi russi ha colpito «Jaysh al-Fatah», l’Esercito della Conquista, sostenuto da sauditi, Turchia e Qatar. È la coalizione di gruppi ribelli più efficaci contro Assad ma sono divisi da rivalità che adesso passano in secondo piano. «Ahrar al-Sham», componente filo-turca, ha varato una maggiore integrazione con «Al Nusra», emanazione di Al Qaeda. Ad Aleppo «Kataib Abu Amara» ha aderito a «Ahrar al-Sham». Nel complesso l’«Esercito della Conquista» è diventato più coeso, pur avendo subito perdite, e le sue avanguardie sono a 22 chilometri da Latakia, dove c’è il quartier generale dei russi. 

 

ANKARA SFIDA MOSCA  

I raid russi consentono alle forze filo-Assad di riprendere l’iniziativa. Uno dei primi obiettivi è cacciare i ribelli da Aleppo, spingendoli verso il confine turco. Ciò significa far fallire il piano di Ankara di creare una no-fly zone nella stessa area per ospitarvi i rifugiati e proteggere i ribelli anti-Assad, sostenendone l’avanzata. Il progetto di un’enclave filo-turca nel Nord della Siria è bloccato dall’intervento russo. Da qui le frizioni militari fra Ankara e Mosca, con i jet russi allontanati bruscamente dallo spazio aereo turco. Il presidente Recep Tayyp Erdogan è determinato a ostacolare Putin sul terreno: nella notte di domenica ha mandato i jet a colpire i ribelli curdi in Siria, entrando nello spazio aereo controllato dai radar russi. È una sfida ad alto rischio perché coinvolge la Nato

 

VOLONTARI ANTI-RUSSI  

Da Riad arriva un appello di 52 imam, sauditi e del Golfo, che chiedono ai «credenti» di «combattere i russi». È un testo analogo a quelli che, negli Anni 80, fecero nascere i mujaheddin afghani. Fra i firmatari c’è Abdullah al-Azam, discendente di Abdullah Azam l’ideologo jihadista di Osama Bin Laden. Presto «volontari arabi» saranno Siria per la Jihad anti-russa. 

 

L’AMERICA CAMBIA MARCIA  

Poiché i raid della coalizione contro Isis danno effetti scarsi e i ribelli filo-Usa disertano, il Pentagono prepara una svolta. Fonti militari Usa parlano di «possibili ingenti aiuti per i ribelli moderati». Passando dunque a sostenere gruppi già esistenti, come già fanno sauditi, turchi e qatarini. Fra i beneficiari potrebbero esserci i combattenti curdi della «Coalizione araba siriana», nemici tanto di Isis che di Assad. L’intento sarebbe di mettere sotto pressione Raqqa, capitale del Califfo, e creare una zona cuscinetto lungo i confini turchi. 

 

L’IRAQ CHIEDE AIUTO A PUTIN  

Baghdad ospita una «war room» di intelligence per la «coalizione» composta da Iraq, Iran, Siria e Russia. È diventato un alleato di Putin. Ed ora il premier Al-Abadi discute col Cremlino l’estensione dei raid anti-Isis all’Iraq. A meno di 4 anni dal ritiro dei soldati Usa, l’Iraq è nella sfera del Cremlino. 

 

LA MOBILITAZIONE SCIITA  

Centinaia di soldati iraniani e Hezbollah sono arrivati a Damasco con un ponte aereo parallelo a quello russo. È la fanteria d’assalto che dovrà affiancare i governativi di Assad nella riconquista dei territori perduti. Siti Internet arabi suggeriscono che Mosca potrebbe parteciparvi con almeno 30 mila uomini. Sono i preparativi di un’offensiva di terra che minaccia di far trovare su fronti opposti iraniani e turco-sauditi. Diventa verosimile un conflitto fra potenze regionali rivali.