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時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

ロシア、カスピ海からもシリアを空爆

  ロシアは海からもシリアを攻撃し始めた。本日早朝からロシア政府は、9月30日に始まった空爆のうちでも最も激しい空爆を実行した。この空爆は、アサド政権と対立している反体制派に向けて行われたものである。ただし本日の攻撃の新しい点は、空爆を実行したのがジェット機だけではないということである。ロシアのセルゲイ・ショイグ国防大臣によると、1500 kmも離れたカスピ海にいる艦隊の4隻の軍艦から、シリア国内のイスラム国の基地をターゲットとした空爆が行われたという。使用されたミサイルは3M-14Tで、射程距離は2600 kmである。
 現地の情報に基づいて、ロンドンに本拠をおくシリア人権監視団は、ロシアの空爆が目標としたターゲットはさまざまなものであるが、主としてハマ州とイドリブ州に集中していると語っている。これらの地域には、イスラームの反体制派の「征服軍」(ジャイシ・アル・ファタハの部隊がいるが、これらの部隊はトルコ、サウジアラビアカタールから支援をうけている。現地の情報筋によるとロシアは初めて地対地ミサイルを多量に発射したという。これらのミサイルはシリア政府軍とロシア軍が発射したものである。
 ロシアのショイグ国防大臣は、イスラム国との戦いでたがいに調整しようというアメリカ国防総省の提案を受け入れる考えであるという。これはイゴル・コナシェンコフ国防省報道官が明らかにしたものであり、ロシアはアメリカ軍の提案を検討しており、技術的な細部の議論が残されているだけだという。
 ロシアが中近東で進めている軍事活動が今後どのように拡大されるかについて、シリアへの地上軍の派遣、トルコの領空侵犯、イラクでの空爆の可能性などが語られているが、これらのテーマにたいしてNATOは激しい口調で攻撃をしている。この「遠隔戦争」の最前線に立たされているのがトルコである。NATOのジェンス・ストルテンベルグ事務総長は、ロシアが空爆のための基地と関連して地上軍を派遣していることを指摘している。すでにロシア下院のウラジーミル・コモエドフ国防委員長は、2014年にクリミアで実行したように、政府の承認なしに、「ロシアの義勇兵がシリアで戦う可能性がある」と発言しているが、こうした発言はストルテンベルク事務総長の指摘を裏付けるものとされている。
 ただしロシアのペスコフ大統領報道官と、マリア・ザハロフ国防省報道官は、こうした指摘を正面から否定している。「いかなる地上軍も派遣せず、義勇兵を派遣することもない」という。しかしアメリカ軍の指摘は、ストルテンベルク事務総長の発言を裏付けている。「シリアにはすでに800名のロシア軍の兵士が駐留している」という。これは空爆を実行する28機のスホーイジェット機を飛行させるための1400人のスタッフの一部として派遣されているものである。
 アナリストのジェフリー・ホワイト氏によると、派遣されているのは黒海の海兵部隊の兵士たちで、セバストポリ海軍歩兵部隊810旅団と363旅団に所属する兵士たちだという。これらの兵士はラタキアとフマイミンのロシア軍の基地を警備するために派遣されているが、増員されつづけているイラン軍とヒズボラの兵士たちの援助のもとで、シリア政府軍が計画している攻勢が開始された場合には、ただちにこれに加わることができる状態である。
 また義勇兵の派遣という方法も可能であることは、チェチェン共和国ラムザン・カディロフ大統領がラジオ放送で、「プーチン大統領が望むならば、イスラームのテロリストたち戦うためにわが国の兵士たちを派遣する用意がある」と発言していることが示している。

www.lastampa.it

I russi bombardano la Siria dalle navi

Si intensifica l’offensiva: 26 missili lanciati dalle navi contro «obiettivi dellIsis»
REUTERS

Il presidente russo Vladimir Putin con il ministro della Difesa Serghiei Shoigu

  

La Russia bombarda la Siria dal mare. Dall’alba di oggi i jet del Cremlino hanno iniziato i più pesanti bombardamenti da quando, il 30 settembre, hanno debuttato i raid contro i ribelli che si oppongono al regime di Bashar Assad. Ma la novità è che gli attacchi non arrivano solo più dai caccia. Secondo quanto ha riferito il ministro della Difesa Serghiei Shoigu, sono stati colpiti obiettivi Isis con quattro navi lanciamissili della flottiglia del Mar Caspio ad una distanza di circa 1500 km. I missili sparati sono i 3M-14T, missili con gittata di 2.600 km.  

 

 

COLPITI I RIBELLI ISLAMICI  

Sulla base di testimonianze locali l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, di base a Londra, afferma che gli obiettivi colpiti dai raid aerei sono numerosi e si trovano soprattutto nelle province di Idlib e Hama, dove operano le unità di “Jaish al-Fatah” la coalizione di ribelli islamici dell’”Esercito della Conquista” sostenuta da Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Fonti locali parlano dell’uso, per la prima volta, di una pioggia di missili terra-terra, lanciati da parte delle forze governative siriane e dei russi. 

 

IL COORDINAMENTO CON GLI USA  

Il ministero della Difesa russo potrebbe accogliere la proposta del Pentagono sul coordinamento nella lotta allo Stato islamico, ha dichiarato intanto il portavoce del dicastero, Igor Konashenkov, spiegando che la Russia ha valutato la proposta e che sono rimasti da discutere solo i dettagli tecnici. Il ministero della Difesa russo «ha esaminato in modo operativo le proposte degli americani sul coordinamento delle azioni nella lotta contro il gruppo terrorista dell Isis sul territorio della Siria. - ha dichiarato Konashenkov, citato dalla Ria Novosti - In generale queste proposte possono essere adottate. Bisogna solo definire alcuni dettagli tecnici che saranno discussi oggi dai rappresentanti del ministero della Difesa raso e del Pentagono», ha aggiunto. 

 

 

L’ESCALATION  

Truppe di terra in Siria, sconfinamenti aerei in Turchia e la possibile estensione dei raid all’Iraq descrivono un allargamento delle operazioni militari del Cremlino in Medio Oriente a cui la Nato reagisce alzando il tono della polemica, genesi di un duello a distanza con Mosca che vede Ankara esposta in prima linea. È il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a parlare di «truppe di terra russe collegate con la loro base aerea» nella cornice del «sostanzioso schieramento di forze in corso». In questa maniera la Nato dà risalto alle dichiarazioni dell’ammiraglio Vladimir Komoyedov, capo della commissione Difesa del Parlamento a Mosca, secondo il quale «volontari russi potrebbero combattere in Siria» anche in assenza di un’approvazione formale del Cremlino come avvenuto in Crimea nel 2014.  

 

L’OPZIONE “VOLONTARI”  

I portavoce del Cremlino, Smitry Peskov, e del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, smentiscono: «Niente truppe di terra» e «nessun invio di volontari». Ma fonti del Pentagono danno sostanza alle affermazioni di Stoltenberg: «Vi sono almeno 800 soldati di terra russi già in Siria» nell’ambito di un contingente di 1400 uomini la cui missione è far volare 28 jet Sukhoi. I Marines del Mar Nero appartengono, spiega l’analista Jeffrey White, alla 810ª Brigata di fanteria navale di Sebastopoli e alla 363ª Brigata di fanteria navale. Al momento sono impiegati per proteggere le basi russe sulla costa alawita - Latakia e Humaymin - ma possono rapidamente trasformarsi in consiglieri dell’offensiva di terra che Damasco prepara, grazie al continuo arrivo di truppe iraniane e Hezbollah. L’opzione dei «volontari» resta valida perché Ramzan Kadyrov, capo della Repubblica cecena russa, dice alla radio di essere «pronto a mandare i miei uomini contro i terroristi islamici, se Putin me lo chiederà». Tantopiù che, secondo Interfax, guadagnerebbero «50 dollari al giorno».  

 

VIOLAZIONE DI SPAZI AEREI  

Mettendo l’accento sulle «truppe di terra» Nato e Pentagono fanno capire di non credere alla versione di Vladimir Putin sulla «guerra aerea al terrorismo» nello stesso in giorno in cui Bruxelles e Mosca duellano sugli sconfinamenti aerei. La tesi dei comandi russi sull’«errore causato dal maltempo» che sabato ha portato un Sukhoi a violare lo spazio aereo turco non convince Stoltenberg: «Non sembra un incidente perché è durato a lungo» e dunque Mosca «non ha fornito una reale spiegazione». A rafforzare tale interpretazione arrivano le rivelazione di Ankara su altri due episodi: domenica un Mig-29 siriano ha «illuminato» sei F-16 turchi «per 5 minuti» e domenica batterie anti-missile in Siria hanno «agganciato» jet turchi «per 4 minuti e mezzo». Più che incidenti sembrano avvertimenti con cui Mosca e Damasco vogliono intimare alla Turchia di cessare il sostegno ai ribelli anti-Assad nella provincia di Idlib. Recep Tayyp Erdogan, presidente turco, avverte Putin: «Attaccare noi significa attaccare l’intera Nato, se la Russia perde un amico come la Turchia, con cui coopera su molti terreni, ha molto da rimetterci». Stoltenberg gli dà manforte: «Le violazioni russe sono inaccettabili».