読者です 読者をやめる 読者になる 読者になる

時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

パリの同時多発テロの首謀者アブデルハミド・アバウードの死亡を確認。サラ・アブデスラムは逃亡中

 
 パリの同時多発テロの首謀者であったアブデルハミド・アバウードは、18日にパリの北のサンドニで行われた急襲の際に死亡していた。フランス検事局は指紋分析に基づいてこのように発表している。フランスのベルナール・カズヌーブ内務大臣によると、この人物は13日のパリの攻撃で「決定的な役割をはたした」だけでなく、フランスで今年の春から発生した6件の襲撃のうちの4件に関与していたとみられるという。しかしこのニュースも、十分に安心できるものではない。フランス全土で、警戒体制は維持されている。襲撃犯のサラ・アブデスラムはまだ逃亡中とみられる。
 アデウードは、フランスのSWATが昨日襲撃したサンドニ地区のコルビヨン通りのアパートに潜んでいた。日曜日に警察に、犯人を目撃したという通報が電話であったという。カズヌーブ内相は、ヨーロッパ以外のある国(アメリカ合衆国らしい)から、アブウードがギリシアにいたことがあることを知らされたと語っているだけである。昨日のサンドニでの急襲で13日のテロ組織の一部が解明された。アパートにはアブウードの従姉妹もいたが、7時間に及ぶ銃撃戦の間に、自爆したという。

 しかしまだ多くの事柄が解明されていない。このアパートには他にどんな住人がいたのだろうか。急襲の際に8人が逮捕さた(7人は男性、1人は女性)。それらの人物の身元はまだ不明である。数日間はここに潜んでいたとみられる。急襲の際にサラ・アブデスラムが死んだという情報があったが、あるベルギー人が、モレンビークでこの逃走中の人物と会話したことを当局に伝えている。ヴァルス首相は今晩、サラ・アブデスラムの死亡をを暗黙のうちに否定した。「フランスにいるのかベルギーにいるのか、不明である」と語っているのである。

www.lastampa.it

Il capo dei terroristi di Parigi è stato ucciso. Mistero sul Salah. Valls: è in Francia o Belgio

La mente del commando jihadista tra i morti del blitz delle teste di cuoio a Saint-Denis. Nuovi arresti, anche in Belgio. Monta la polemica sul flop dell’antiterrorismo francese. Parigi all’Onu: autorizzare guerra all’Isis. Il premier francese: «Rischio attacchi chimici».
AP

Abdelhamid Abaaoud, la mente delle stragi di Parigi, morto del raid di Saint-Denis

 
 
 

Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati di Parigi, è morto nel blitz di mercoledì a Saint-Denis. A confermalo è la procura francese dopo le analisi delle impronte digitali. Secondo il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, «ha avuto un ruolo determinante» negli attentati di venerdì scorso a Parigi, e sarebbe anche coinvolto in 4 dei 6 attentati che la Francia ha sventato dalla scorsa primavera. Ma il sollievo per la notizia lascia presto spazio alla paura. L’allerta in tutta la Francia resta alta. L’attentatore Salah Abdesalam sarebbe ancora in fuga. Mentre il premier Manuel Valls avverte che «c’è il rischio di attacchi con armi chimiche e batteriologiche».  

 

LA PALLA PASSA ALL’ONU  

Il Parlamento francese ha accolto la richiesta di prolungare per tre mesi lo stato d’emergenza mentre i poliziotti potranno portare armi anche se non in servizio. La parola passa alle Nazioni Unite. François Hollande ha ordinato l’intensificazione dei raid in Siria e in Iraq e chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di autorizzare «tutte le misure necessarie» alla battaglia contro l’Isis. Una bozza di risoluzione messa a punto da Parigi sarà presentata ai 15 membri dell’organismo del Palazzo di vetro. In essa si sollecitano gli Stati membri a «raddoppiare e coordinare le iniziative per prevenire e reprimere i gesti di terrorismo commessi in modo specifico» dal Califfato. 

 

 
 

 

Quando Abaaoud diceva: “Bello spargere il sangue degli infedeli” (Molinari)  

 

LA CELLULA SGOMINATA  

Abaaoud si trovava quindi a Saint Denis nell’appartamento di Rue Corbillon assaltato ieri dalle teste di cuoio. Un primo indizio era arrivato all’attenzione della polizia grazie ad una telefonata di domenica scorsa: qualcuno, secondo i giornalisti di iTélé, aveva visto il ricercato nell’area della capitale. Cazeneuve si è limitato a dire che i servizi segreti di un Paese extra-europeo (probabilmente gli Stati Uniti) avevano avvertito che Abaaoud era passato per la Grecia. Il blitz di ieri a St. Denis, quindi, è servito a smantellare parte delle rete che ha organizzato gli attacchi di venerdì scorso. Ed è ormai certo che all’interno dell’appartamento ci fosse anche la cugina di Abaaoud, che si è fatta esplodere nel corso degli scontri con la polizia, durati sette ore.  

 

L’ULTIMO TERRORISTA IN FUGA  

Rimangono però ancora diversi punti oscuri. Chi c’era con loro nell’abitazione? Durante e dopo il blitz sono stati fermati otto individui - sette uomini e una donna - le cui identità non sono state rese note. Il loro fermo, vista la possibile incriminazione per terrorismo, può durare diversi giorni. Per tutta la giornata si sono rincorse indiscrezioni su un terzo morto nel blitz, identificato con Salah Abdesalam, l’attentatore ancora in fuga. Un testimone belga ha però segnalato alla polizia di aver avuto una conversazione con il super ricercato martedì a Molenbeek. E in serata Valls ha implicitamente smentito la notizia della presunta morte: «Non sappiamo se sia in Francia o in Belgio», ha spiegato. 

 

 
 

 

IL FLOP DELL’ANTITERRORISMO  

La notizia della morte di Abaaoud non ha fermato le critiche. Da una parte, il Fronte nazionale martella sul fatto che Abaaoud «passeggiava tranquillamente senza che sapessimo nemmeno che fosse in Francia: follia di una Europa senza frontiere nazionali». Dall’altra, il quotidiano Le Monde lancia un durissimo atto di accusa in prima pagina, dove campeggia il titolo: «Le falle della lotta al terrorismo». Secondo quanto ricostruito in queste ore, mentre la Francia, l’8 ottobre bombardava il campo di addestramento di Raqqa, in patria il ministero della Giustizia «indicava in particolare, in un documento interno, Abdelhamid Abaaoud, ispiratore degli attacchi di novembre, e scendeva nei dettagli di uno dei suoi obiettivi: “Una sala da spettacoli”». 

 

TUTTI GLI ERRORI DEGLI 007  

La Francia aveva dunque in mano elementi sufficienti ma non è stata in grado di analizzarli e intercettare il commando. Secondo una fonte governativa di alto livello, citata dal quotidiano francese, «il problema risiede nella massa di informazioni da trattare e dal numero di persone da sorvegliare». Secondo gli ultimi conteggi, ci sono 11.700 nomi di persone da tenere d’occhio per i loro legami con la Siria. Il problema, secondo le fonti, è «inerente al sistema e imputabile a regole di diritto che vietano, in particolare, la raccolta massiccia di dati in modo continuo così da essere in grado di seguire in modo permanente queste 11.700 persone». C’è poi un altro errore clamoroso: il super ricercato Abdeslam Salah è stato fermato e controllato su un’autostrada francese 12 ore dopo gli attacchi, ma è stato lasciato andare.  

 

 
 

 

L’INCUBO ARMI CHIMICHE  

Su una Parigi ancora scossa, poi, cala anche l’incubo dell’attacco chimico. «Non dobbiamo escludere niente, lo dico con tutte le precauzioni necessarie - ha scandito il premier Valls all’Assemblea nazionale -. La macabra immaginazione degli ideatori degli attacchi non ha limiti». L’intelligence Usa conferma i timori francesi svelando che il Califfo vuole le armi chimiche ed ha creato una task force jihadista per centrare l’obiettivo, reclutando scienziati iracheni e siriani pagati a peso d’oro. Minacce e tensioni hanno fatto annullare una manifestazione oggi a St. Denis e un’altra prevista per domani alla moschea di Parigi. Diverse persone, però, hanno avuto il coraggio di tornare allo Stade de France, colpito dagli attentati di venerdì, per accendere candele e riunirsi in una cerimonia in ricordo delle vittime. 

 

L’ALLERTA DEL BELGIO E LA REAZIONE DELL’EUROPA  

Nel pomeriggio intanto la polizia francese ha lanciato un vasto blitz di polizia a Charleville, nelle Ardenne. Le forze speciali hanno arrestato un giovane francese di recente convertito all’islam. Intanto il governo del Belgio ha annunciato nuove misure anti-terrore, che comporteranno anche la modifica della Costituzione, e le forze speciali hanno condotto numerosi raid in diversi sobborghi di Bruxelles, alla ricerca di persone vicine a Bilal Hafdi, il kamikaze 20enne dello Stade de France, di nazionalità francese ma residente in Belgio. A metà pomeriggio, la polizia belga aveva arrestato nove persone. I ministri dell’Interno Ue decideranno domani un rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen, che diventeranno «sistematici e coordinati» e non risparmieranno nemmeno coloro che hanno diritto alla libera circolazione.