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時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

国連、テロとの戦いを求める決議を全員一致で承認

 国連は、すべての加盟国に対して、「前例のない世界的な規模の脅威」であるテロと戦うために力を合わせることを要請した。その能力のあるすべての国が、すべての必要な措置を取ることを求められている。国連安全保障理事会が採択したこの決議は、全員一致で採択されたものであり、「イスラム国」と戦うことを求めている。この決議は国連憲章の第7条による決議ではなく、軍事力の行使が承認されたわけではないが、テロとの戦いでキリスト教しようとする諸国が、そのための根拠として使うことができるものである。

 この決議は、安全保障理事会で拒否権をもつ国であるフランスが、パリでの同時多発テロの後に作成したものである。この決議では「イスラム国は、その極端で暴力的な胃でにより、そのテロ行為により、その継続的で組織的で広域的な市民への攻撃により、その人権違反と、国際的で人道的な法律の違反により、文化遺産の野蛮な破壊により、文化財産の密輸により、すべての国際世界とすべての治安にたいする前例のない世界的な脅威となっている」と述べている。さらに「外国の戦闘的なテロリストを調達し、訓練する能力によって、イスラム国は国連のすべての加盟国とすべての地域にたいする実際の脅威となっており、戦争ゾーンから遠く離れた諸国も例外ではない」という。
 この文書ではチュニジアでのテロ、シナイ半島でのロシア機の爆破、ベイルートとパリでのテロなどを挙げながら、イスラム国が「新な攻撃を実行する能力と意図」をそなえていると述べている。このため「その能力のあるすべての加盟国にたいして、国際法、人道と難民に関する法律、人権に関する法律を遵守しながら、イスラム国がイラクとシリアの広い範囲にわたって作り出して〈聖域〉を破壊するために必要なすべての措置を取ること」を要請している。
 この文書の文面は非常に厳しいものであり、外交的な闘いの後に作成されたものである。実際にロシアはこの決議と対抗する別の決議を回覧させていた。ロシアの決議は、シリアのアサド政権と協力して、シリアで軍事的な介入を実行するための調整を行うことを求めるものだった。フランスはアメリカ合衆国の支援のもとで、この決議には拒否権を行使することをロシアに伝えた。ロシアがこの決議で、シリアのアサド政権の延命を確実なものとしようとしていたからである。ロシア機の墜落を含めて、この数週間の事態を考慮にいれると、ロシアもフランスの決議に拒否権を行使することはできなかったのである。

 

www.lastampa.it

Via libera del Consiglio di sicurezza Onu “Autorizzata qualsiasi misura contro l’Isis

Approvata all’unanimità una risoluzione che invita tutti gli stati membri a unirsi nella lotta contro i terroristi che rappresentano “una minaccia inedita e globale”
 

 Tutti gli stati che possono, con tutte le misure necessarie. Suona come una vera chiamata alle armi globale, la risoluzione che il Consiglio di Sicurezza dellOnu ha approvato ieri sera all’unanimità, per combattere l’Isis. Il testo non è stato scritto in base al Chapter 7 della Carta delle Nazioni Unite, che autorizza legalmente l’uso della forza, ma rappresenta comunque una copertura per i governi che vorranno incrementare le loro operazioni contro i terroristi. 

 

La risoluzione è stata scritta dalla Francia, membro permanente del Consiglio con potere di veto, dopo gli attentati di Parigi. «Attraverso la sua ideologia estremistica e violenta - dice il testo - i suoi atti terroristici, i suoi attacchi continui, sistematici e diffusi contro i civili, i suoi abusi dei diritti umani e le violazioni delle leggi umanitarie internazionali, inclusi quelli perpetrati su base religiosa e etnica, la barbarica distruzione dell’eredità culturale e il traffico di beni culturali, lo Stato islamico in Iraq e nel Levante (ISIL, noto anche come Daesh) costituisce una minaccia globale senza precedenti alla pace internazionale e alla sicurezza». Anche per la sua capacità di «reclutare e addestrare terroristi combattenti stranieri, la cui minaccia ha effetti su tutte le regioni e i paesi membri dellOnu, anche quelli lontani dalle zone di guerra».  

 

Il documento ricorda i recenti «orribili attacchi» in Tunisia, Turchia, nel Sinai con l’abbattmento dell’aereo russo, a Beirut e a Parigi, e avverte che Daesh «ha la capacità e l’intenzione di condurre altri attentati». Perciò sollecita tutti «gli stati membri che hanno la capacità di farlo, di prendere tutte le misure necessarie, nel rispetto delle leggi internazionali, quelle umanitarie e relative ai rifugiati, e dei diritti umani, per sradicare i “santuari” che l’Isis ha creato in parti significative dell’Iraq e della Siria». 

 

Il linguaggio è molto duro, ma è stato frutto di una battaglia diplomatica. La Russia, infatti, aveva fatto circolare una risoluzione concorrente, che chiedeva di coordinare qualunque intervento militare in Siria con il governo di Assad. Parigi, appoggiata dagli Stati Uniti, ha minacciato di bloccare questo testo con il veto, perché Mosca voleva usarlo come una polizza di assicurazione della sopravvivenza del leader di Damasco. Poi però, alla luce delle stragi delle ultime settimane, incluso l’abbattimento dell’aereo russo, il Cremlino non si è potuto spingere fino al punto di usare il proprio potere di veto per deragliare l’iniziativa francese. Lo stesso ambasciatore siriano all’Onu, Bashar Jaafari, ha finito per fare buon viso a cattivo gioco, dando il suo «benvenuto a tutti nel club di chi combatte il terrorismo». Il regime infatti ha sempre usato la presenza di gruppi come l’Isis e al Nusra, e secondo alcuni analisti li ha sostenuti o quanto meno non combattuti, proprio per giustificare le proprie azioni militari contro tutti gli oppositori che chiedono un cambio del governo. 

 

La risoluzione non è stata approvata in base al Capitolo 7 della Carta dellOnu, e quindi non fornisce un’autorizzazione legale esplicita ad intervenire in Siria, e non delinea una precisa campagna da condurre. Tutti i governi intenzionati ad incrementare i loro interventi, però, potranno usarla come copertura. Lo ha sottolineato lo stesso premier britannico Cameron, che ne aveva bisogno per ottenere il via libera del suo Parlamento. Proprio ieri il presidente americano Obama ha chiamato il premier italiano Renzi per coordinare gli sforzi contro l’Isis, ma all’Italia si chiede soprattutto di combattere Daesh in Libia.