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時事イタリア語

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ロシア、トルコへの経済制裁を本格的に検討


 昨日はロシアとトルコはいわば「休戦」状態にあったが、トルコ軍の戦闘機によってロシア機が撃墜されてから2日がすぎた今日は、ロシアとトルコの外交筋で、活発なやりとりが行われた。プーチン大統領クレムリンでフランスのオランド大統領と会談して、イスラム国と戦い世界的な同盟を強化することについて話し合った本日、ロシアはトルコへの経済制裁を強化する準備をしていることを明らかにした。トルコからの食料品のユニットの検査を厳格化する方針であり、トルコからの輸入食品の15%がロシアの衛生基準を満たしていないと発表した。このタイミングからして、これが政治的な意図に基づくものであることは明らかである。またロシア当局は、ロシアに入国しようとしていた40名のトルコの実業団をクラスノダールで足留めにした。入国の意図が正しく表明されていないというのである。

■経済的な攻勢
 ロシアは、トルコによってジェット機が撃墜された直後にプーチン大統領が口にした「深刻な結果」をどのようにして実現させるかを検討しているようである。メドヴェージェフ首相は、2日以内にロシア政府は「攻撃行為」の報復としてトルコにたいして実行する経済措置を発表すると語っている。ロシアはロシア人観光客のトルコ訪問と、トルコからに観光客のロシア入国の停止を検討しており(これは年間40億ドルに相当する)、ガス・パイプライン「ターキュッシュ・ストリーム」の建設プロジェクトを停止あるいは破棄すること(これは200億ドルのプロジェクトである)、さらにはアックユ原子力発電所プロジェクトも中止あるいは破棄することも検討しているようである。

 さらに金融分野での協力にも制限が加えられ、関税、投資、建設、トルコ人労働者の雇用についても制限が加えられるかもしれない。これはトルコには深刻な経済的な打撃となるだろう。トルコはこれまでウクライナ危機でロシアにたいして実行された西洋の制裁に参加してなかったために、有利な立場に立っていたが、この優位を失う可能性があるのである。ただしこれは同時にロシアにも大きな経済的な打撃となるだろう。ロシアはトルコにとって第二の商業的なパートナーであり、昨年の両国間の通商額は310億ドルに達していたのである。
 一方で、昨日の段階ではロシアのラブロフ外相は、ロシアとトルコの軍事的な衝突はないと語っていたが、プーチン大統領とトルコのエルドアン大統領の「言葉による戦争」が始まっている。「これまでわれわれは、トルコ政府の高官による謝罪の言葉も、損害賠償の申し出も、犯罪者の処罰の言葉も耳にしていない」とプーチン大統領は語っている。プーチン大統領は、ロシア機の撃墜は「テロとの戦いでパートナーだと信じていた国から、背中を刺されるという裏切り行為である」と語っていた。
 これにはすぐにエルドアン大統領が反応した。「謝罪する必要があるのは、わが国ではなく、わが国の領空を侵害した国である」。ただしいくらかは攻撃を控えて、「もしもあの戦闘機がロシアのものだと分かっていれば、トルコはもっと別の反応を示しただろう」。しかしロシアのメドヴェージェフ首相の言葉には反撃した。「わが国がイスラム国から石油を購入していると主張する者は、それを証明しなければならない」。さらにロシアとアサド政権の結びつきを攻撃した。「イスラム国はアサド政権に石油を売っていた。イスラム国の軍事力と財政力の源泉を探すのならば、何よりもアサド体制と、それを支援している国を探すべきだろう」。
 
■軍事攻勢
 一方で軍事攻勢はつづいている。ロシアはアラウィ地方の沿岸に、ミサイル搭載巡洋艦「モスクヴァ」を配備し、ラタキアにはS-400を配備した。これは2007年に開発されたもっとも効率的な対空攻撃システムである。これからはロシアは自国の戦闘機をこのシステムで保護できることになる。これで今後はトルコのF-16戦闘機が脅威となる場合には対処できるだろう。さらにロシア政府の怒りを表現するかのように、シリアのジャベル・トルクマン地方に爆弾の雨を降らせている。シリアの情報筋によると、「ずっと大地が震えつづけている」という。この地方はトルコが支援しているトルクマンの反体制派の根拠である。

■パイロットの証言
 この空爆と並行して、シリアのコマンド部隊が、撃墜されたロシア機の生存していたパイロットのコンタスタンティン・マラフティン氏を救出した。氏の証言によると、「われわれはシリア領空を飛行していた。いかなる警告もうけていない。すぐ側から射撃された」という。「5分間にわたって10回も音声で警告した」いうトルコ側の言い分は嘘だというわけである。

 

Rappresaglia economica russa contro la Turchia: più controlli sui cibi e 40 imprenditori fermati

Mosca denuncia: il 15% dei prodotti di Ankara non è conforme alle sue norme sanitari. Minacciato il blocco dei turisti, a rischio anche il gasdotto Turkish Stream
 
 

Dopo una giornata di relativa tregua, a due giorni dall’abbattimento del jet militare russo da parte di Ankara, torna alto il livello di scontro diplomatico tra Russia e Turchia. Proprio nel giorno in cui Putin incontra Hollande al Cremlino per rafforzare la coalizione globale anti-Isis, la Russia annuncia la preparazione di dure misure economiche contro la Turchia, rafforza i controlli sulle importazioni di generi alimentari turchi e - con una tempistica che lascia pochi dubbi sulle motivazioni politiche - denuncia che il 15% di questi prodotti non è conforme alle sue norme sanitarie. L’ulteriore prova del fatto che tra Mosca e Ankara non scorre buon sangue è il trattamento riservato dalle autorità russe ad un gruppo di circa 40 imprenditori turchi, fermati a Krasnodar con l’accusa pretestuosa di aver mentito sul motivo del loro ingresso nel paese. 

 

L’OFFENSIVA ECONOMICA  

In Russia, insomma, si pensa a come mettere in pratica le «serie conseguenze» ventilate da Putin già poche ore dopo l’abbattimento del jet russo. Il premier Medvedev ha annunciato che entro due giorni il governo proporrà delle misure economiche contro Ankara per «l’atto di aggressione». Mosca minaccia di bloccare il flusso di turisti russi (che vale 4 miliardi di dollari l’anno) e i voli da e verso la Turchia, ma anche di congelare o addirittura far saltare il progetto per il gasdotto Turkish Stream e quello, da 20 miliardi di dollari, per la centrale nucleare di Akkuiu. Le restrizioni potrebbero riguardare anche la cooperazione finanziaria, i dazi doganali, gli investimenti, l’edilizia e l’uso di manodopera turca, con gravi danni economici per Ankara, che rischia così di perdere i vantaggi ottenuti dal non aver aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia per la crisi ucraina. Ma probabilmente anche per Mosca, che è il secondo partner commerciale della Turchia con un interscambio commerciale pari a 31 miliardi di dollari l’anno scorso. 

 

MAPPA - CHI COMBATTE IN SIRIA  

CENTIMETRI

L’OFFENSIVA DIPLOMATICA  

Intanto, se un conflitto militare tra Russia e Turchia è stato escluso già ieri dal capo della diplomazia russa, Serghiei Lavrov, tra Vladimir Putin e il presidente turco Erdogan ormai è guerra di parole. «Finora non abbiamo sentito le scuse dal massimo livello politico turco, né tantomeno le proposte di risarcire i danni e di punire i criminali per il reato commesso», ha tuonato Putin riferendosi all’abbattimento del jet russo, definito dal leader del Cremlino «una pugnalata alla schiena a tradimento da chi ritenevamo partner nella lotta al terrorismo». Pronta è arrivata la risposta piccata di Erdogan: «Se c’è una parte che deve scusarsi, non siamo noi» ma «chi ha violato il nostro spazio aereo». Poi però ha tentato di frenare: «La Turchia avrebbe reagito diversamente se avesse saputo che l’aereo era russo». Ma non ha digerito l’accusa del premier Medvedev: «Chi dice che compriamo il petrolio dall’Isis deve provarlo». Affondando poi la stoccata contro Damasco e la Russia: «L’Isis vende il petrolio al regime di Assad. Chi cerca l’origine del potere militare e finanziario dellIsis dovrebbe guardare prima di tutto al regime di Assad e ai Paesi che collaborano con lui», ha affermato, assicurando di aver telefonato a Putin dopo l’abbattimento del Su-24 e criticando il presidente russo per non avergli risposto. 

 

L’OFFENSIVA MILITARE  

Continua, intanto, l’offensiva militare. Il Cremlino ha posizionato l’incrociatore antimissile «Moskva» davanti alla costa alawita e schiera a Latakia gli S-400, ovvero il suo sistema antiaereo più efficiente, entrato in servizio nel 2007: ciò significa creare un ombrello di protezione per i propri jet. Se gli F-16 di Ankara dovessero portare nuove minacce, sarebbero bersagliati da un’antiaerea studiata per evadere i sistemi di difesa Nato. È il diluvio di bombe sul Jabel Turkman a dare il polso della rabbia di Mosca: fonti siriane parlano di «terra tremante per ore» nell’area dove si trovano le basi dei ribelli turcomanni alleati di Ankara. Il portavoce dell’Esercito di liberazione siriano, Jahed Ahmad, parla di «vendetta russa». È la stessa area infatti dove il Sukhoi-24 è caduto.  

 

IL PILOTA SOPRAVVISSUTO: “NESSUN AVVERTIMENTO DAI TURCHI”  

L’attacco dal cielo coincide anche con il blitz dei commando siriani che in 12 ore porta alla liberazione del capitano Konstantin Murakhtin - il pilota sopravvissuto all’abbattimento - che una volta in salvo nella base di Latakia incontra i reporter russi per dare la propria ricostruzione su quanto avvenuto: «Stavamo volando in territorio siriano, non abbiamo ricevuto alcun avvertimento, ci hanno sparato addosso». Come dire: la versione turca sui «dieci avvertimenti audio in cinque minuti» è falsa.  

 
 

 

LA PROTESTA AMERICANA  

E mentre Vladimir Putin lancia l’offensiva militare l’America protesta. L’intento di Mosca è di trasformare l’abbattimento del proprio Sukhoi-24 in un momento di svolta del conflitto in Siria, capace di far venire alla luce le «complicità turche con i terroristi». Ma Obama non ci sta. «La decisione di Mosca di schierare i sistemi di difesa anti missilistica S-400 alla base militare russa a Latakia non fa che complicare la situazione e non favorisce la lotta all’Isis», tuona l’ambasciata Usa in Russia, citata da Interfax, aggiungendo di augurarsi che i missili non siano rivolti contro gli aerei della coalizione a guida Usa.