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時事イタリア語

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イスラム国、シリアから撤退した場合にはリビアのシルテを本拠にする計画か


 240 kmの海岸線と2000人の武装した兵士たちのいるシルテに、イスラム国の幹部が海路で到着した。イスラム法廷を設置し、公開での首切りを実行し、パンを無料で配り、「われわれはラッカに劣らない」というスローガンを発表している。イスラム国はリビアのシルテの基地を強化しており、エジプトはイスラム国のアル・バクダディが、シリアの「首都」ラッカを放棄せざるをえなくなった場合には、海をわたって本拠をこのシルテに移すのではないかと懸念している。
 エジプトのシシ大統領は、数日前にヨーロッパの諸国の首脳と電話で会談し、自国の諜報機関が集めてきた情報に基づいて、こうした懸念を表明している。サダム・フセイン時代にイラク軍の大佐をつとめていたアブ・ナビル・アル・アンバリは、「イラクアルカイダ」のリーダーだった人物であるが、この人物がこのほどシルテに到着したというニュースが伝えられたのである。アルバクダディはシルテの基地を強化するために、ファルージャとラマディの戦闘の勇者であるこのベテラン幹部を特別に送り込んできたのである。
 アメリカ国防総省は11月13日に、無人機でこの人物を殺害したと発表していたが、イスラム国はその死を確認しておらず、エジプトは生存の可能性を否定していない。そしてこの人物とともに、同じく海路で、イスラム国の複数の幹部がシルテに到着しているのである。
 イラクに滞在していたイスラム国の幹部グループがシルテにやってくるのに先だって、イスラム国はシルテ湾での戦闘効率を高めており、支配地をアブグレインの町からナウフィリヤの町にまで拡大している。これによってこれまでイスラム国にとって邪魔だったミズラータの諸部族が撤退している。アメリカ国防総省ではイスラム国はさらに東のアジダビヤを征服しようとしていると考えている。ここを征服すれば、シルテの南部の油田から石油を輸出するための戦略的な十字路を支配できるからである。
 エジプトの諜報機関が集めてきた情報によると、イスラム国はシルテでの支配を強化しており、イスラム法による裁判所の設置、「カリフ」が選んだ小学校のカリキュラムの採用、女性のチャドル着用の強制、喫煙と音楽の禁止、祈りの時間の間の商店の閉店などが実行されているという。10月には魔術を行ったとして、少なくとも4件の十字架による処刑と2件の首切りが行われた。

www.lastampa.it

L’offensiva su Raqqa rischia di “trasferire” il Califfato in Libia

Sbarcato a Sirte un gruppo di colonnelli fedelissimi di al-Baghdadi
 

I miliziani dellIsis in corteo alle porte della città di Sirte in Libia

 
Duecentoquaranta km di costa, oltre duemila uomini armati, i colonnelli del Califfo arrivati via mare, tribunali islamici, decapitazioni pubbliche, pane gratis e lo slogan «non saremo meno di Raqqa»: lo Stato Islamico rafforza il controllo di Sirte, in Libia, facendo temere all’Egitto che Abu Bakr al-Baghdadi abbia deciso di trasferire qui il proprio quartier generale se dovesse trovarsi obbligato a lasciare la propria «capitale» in Siria. 
 
L’allarme egiziano

È stato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ad esprimere questi timori in conversazioni telefoniche con più leader europei avvenute negli ultimi giorni, illustrando gli elementi raccolti dalla propria intelligence. Il campanello d’allarme è stato l’arrivo a Sirte di Abu Nabil al-Anbari, l’ex colonnello delle forze irachene di Saddam Hussein divenuto uno dei leader di «Al Qaeda in Iraq», veterano delle battaglia di Falluja e Ramadi contro gli americani, a cui il Califfo ha affidato il potenziamento dell’enclave di Sirte. Il Pentagono assicura di averlo ucciso con un blitz dei droni lo scorso 13 novembre ma Isis non ne ha confermato la morte, Il Cairo non esclude che sia ancora in circolazione e comunque assieme a lui sono arrivati - sempre via nave - altri colonnelli di Isis.  

L’insediamento a Sirte di questo gruppo di iracheni ha coinciso con una maggiore efficacia delle unità di Isis nel Golfo della Sirte, riuscendo a estendere il controllo dalla città di Abugrein a quella di Nawfaliya con il conseguente ritiro delle tribù di Misurata che finora avevano ostacolato i jihadisti, fino a tentare di cacciarli da Sirte. Il Pentagono ritiene che Isis abbia come obiettivo Ajdabiya, più a Est, per controllare un crocevia strategico per l’export di petrolio dai pozzi a Sud della città.  

 

Le informazioni raccolte dagli egiziani descrivono inoltre un consolidamento di Isis dentro Sirte con tribunali islamici, curriculum scolastici scelti dal Califfato, pattugliamenti religiosi, distribuzione del cibo, imposizione del chador alle donne, del divieto del fumo e della musica come dell’obbligo di chiudere i negozi durante le preghiere. Vi sarebbero state almeno quattro crocefissioni e due decapitazioni - in ottobre - di uomini accusati di stregoneria. Senza contare l’insediamento di un Emiro, espressione del Califfo, e di un Wali, amministratore di origine saudita.  

 

«La determinazione con cui Isis controlla Sirte ricorda quanto fatto a Tikrit in Iraq - spiega Aymenn Jawad Al-Tamimi, l’arabista dell’Università di Oxford che segue da vicino il Califfato - perché impossessandosi delle ex aree natali dei dittatori, Gheddafi come Saddam, punta a legittimarsi come erede naturale nell’esercizio del potere». Da Tikrit i jihadisti hanno dovuto fuggire in maggio a causa di un’offensiva irachena sostenuta dai raid Usa e poiché ora la pressione della coalizione occidentale si concentra su Raqqa si apre lo scenario di un possibile trasferimento della sede del Califfato a Sirte.  

 
L’intelligence americana

Patrick Prior, capo analista del contro-terrorismo della «Defense Intelligence Agency» americana, spiega al «New York Times» che «le cellule di Isis in Libia sono quelle che ci preoccupano di più perché sono il loro hub nel Nord Africa». «Isis vuole insediarsi a Sirte - aggiunge Ismail Shukry, capo dell’intelligence libica al “Wall Street Journal” - perché l’intento è attaccare Roma». Washington e Londra hanno inviato truppe speciali per raccogliere informazioni e selezionare obiettivi, preparandosi a una possibile campagna aerea, assieme ad Egitto ed Emirati. D’altra parte nella Storia dell’Islam a cui al-Baghdadi fa riferimento il trasferimento del Califfato è già avvenuto in passato: basta guardare la carta geografica delle operazioni di Isis per accorgersi del cambiamento di equilibrio i atto.  

 

Nel teatro siriano-iracheno gli ultimi successi risalgono alla primavera con la cattura di Ramadi e Palmira, mentre di recente hanno perso Tal Abyad e Sinjar, a fronte di rafforzamento in Egitto, soprattutto nel Sinai, a Sirte e nel triangolo a Sud della Tunisia. È proprio il timore della genesi di un Califfato maghrebino che ha spinto la Tunisia a reagire all’attacco al bus di guardie presidenziali ordinando la chiusura delle frontiere con la Libia per 15 giorni. Sono tutte carte che Al-Sisi ha giocato, in privato, con i leader europei per far percepire alla Nato la necessità di procedere contro Isis considerando il rischio che una massiccia offensiva su Raqqa anziché sconfiggere il Califfato si limiti a causarne il trasloco.