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時事イタリア語

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トルコのテロ、イスラム国の関与か。野党はエルドアン政権の責任を厳しく追及

  アンカラでテロが発生した翌日、犠牲者を悼み、ダウトオール政府に抗議するために多くの人々が街路に出て行進した。政府は、治安のための措置の欠陥のために殺戮を許した責任を問われているのである。一方で政府による調査では、イスラム国の関与が疑われている。
 今朝、数戦人の人々が、クルド労働党(KPP)との戦いの中止を求めたデモが行われる予定だったシヒエ広場に集まった。このデモでは、トルコのエルドアン大統領が、11月1日に予定されている選挙において票を獲得するために、作為的に国内にカオスを作りだしたことを非難することになっていた。クルド系の政党国民民主主義党(HDP)の指導者のセラハッティン・デミルタス党首は、テロの犠牲者が128人に達したと主張しながら、「空を飛ぶすべての鳥についてまで情報を集めている政府が、アンカラの中心部で虐殺が起こることを防ぐことができなかったというのか。政府の手は血に塗れている」と弾劾した。
 時のすぎるとともに、犠牲者の数も増大している。政府の発表では、最新の負傷者の数は、508名に達しており、そのうちの65名が重傷である。昨日から「虐殺国家」にたいする抗議活動が全国でつづけられている。主要な野党である共和人民党(CHP)の指導者であるケマル・クルチダルオール党首もまた治安システムの「穴」を批判しており、ダウトオール首相と会見した後に、内務大臣と司法大臣の辞職を要求した。共和人民党によると、トルコの首都の中心部でまでテロが起こるようになった責任は、エルドアン大統領の中東に間する外交政策にあるという。
 一方で政府の調査からは、テロの犯人としてイスラム国が疑われている。地元のメディアが引用している政治筋によると、今回の殺戮は、イスラム国の戦略的な方針とぴったりと適用するものだという。さらに攻撃した組織の基盤として、トルコ東部のアドゥヤマンのイスラム国のグループが疑われているという。そして7月20日に、シリアとの国境近くのスルチの町で、33名のクルド系の活動家を殺害した自爆テロの犯人の弟であるユヌス・アラゴズが関与しているのではないかとみられている。時期的にも符合するとアナリスト筋は指摘している。現場の遺留品に残された指紋の破片のDNA検査によって、テロリストの身元についての情報がえられる可能性がある。
 流れている噂によると、犯人は25歳くらいの男性であり、もう一人のテロリストは女性だったという。別の噂では、犯人は二人の男性だという。トルコ政府の調査では、アンカラでのテロはイスラム国の犯行方法とぴったり符合するという。「今回の攻撃はスルチのやり方だ。すべての兆候から、スルチの犯行を模倣していると考えられる」という。
 今朝、トルコ全土で警察がイスラム国に加盟していると疑われる人々を急襲し、36名を逮捕したが、昨日の攻撃と結びつく証拠は発見されていない。追悼の日はまだ2日つづくが、トルコまさまざまな組織が虐殺に抗議するためのストを計画している。
 こうしてトルコは11月1日の重要な選挙までの3週間を、激しい抗争の雰囲気のうちで過ごすことになった。本日トルコ政府は、選挙はいかなる遅延もなしに予定通り実行されると発表している。「選挙活動における治安面での危険性にかんがみて、治安措置はさらに強化される」という。昨日PKKはトルコ南東部での一時的な休戦を発表したが、こうした休戦はすぐに破られるのではないかと、人々は懸念している。というのも政府はクルド人たちにたいする攻勢を強めているからである。トルコ南東部とイラク北部で行われた政府の空爆で、昨晩に49名のクルド人ゲリラが死亡しており、エルズルム州では銃撃戦で2名の兵士が死亡している。

www.lastampa.it

Turchia in piazza dopo la strage dei pacifisti. Ankara punta il dito contro lo Stato islamico: “Kamikaze fratello dell’attentatore di Suruc”

Migliaia sfilano nella capitale tra lacrime e rabbia. Apparato di sicurezza sotto accusa. Erdogan accusato di fomentare il caos per recuperare sostegno in vista delle elezioni
REUTERS

La manifestazione per le vittime

 
 
 

Il giorno dopo la strage di Ankara la Turchia scende in piazza per ricordare le vittime e protestare contro il governo di Ahmet Davutoglu, ritenuto responsabile delle falle nella sicurezza che hanno permesso il massacro. Mentre gli inquirenti puntano il dito contro lo Stato islamico. 

 

IN CORTEO  

In migliaia si sono radunati stamani nella piazza Sihhiye, dove si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione per chiedere la fine del conflitto con il Pkk curdo. Un corteo che ha preso di mira il presidente Recep Tayyip Erdogan, accusato di fomentare il caos per recuperare sostegno in vista del voto anticipato del primo novembre. «Lo Stato che ha informazioni su ogni uccello che vola non è stato capace di prevenire un massacro nel cuore di Ankara. Avete le mani sporche di sangue», ha attaccato il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, sostenendo che i morti nella strage sono 128.  

 

 
 

 

LE FALLE NELLA SICUREZZA  

Il bilancio dell’attentato si è aggravato con il passare delle ore, anche alla luce dell’altissimo numero di feriti: 508, dice il bilancio ufficiale del governo, di cui 65 in gravi condizioni. Da ieri manifestazioni contro lo «Stato assassino» si succedono in tutto il Paese. Contro i buchi nell’apparato di sicurezza si è scagliato anche Kemal Kilicdaroglu, leader del principale partito di opposizione, il socialdemocratico Chp, chiedendo le dimissioni dei ministri di Interno e Giustizia dopo aver incontrato il premier Davutoglu. Secondo il Chp, a portare il terrore fino al cuore della capitale turca è stata proprio la politica estera di Erdogan in Medio Oriente. 

 

 
 

 

L’INCHIESTA  

Intanto le indagini ufficiali sulla strage puntano dritto contro l’Isis. Fonti di polizia citate dai media locali indicano come pista privilegiata quella di un piano stragista dei jihadisti. Sarebbe stata anche individuata una cellula turca dellIsis nella provincia orientale di Adiyaman come base organizzativa dell’attacco. Che potrebbe essere stato perpetrato da Yunus Alagoz, fratello del kamikaze di Suruc, che il 20 luglio scorso uccise 33 attivisti filo-curdi al confine con la Siria. Da allora in fuga, l’uomo è tornato ora nel mirino della polizia turca. Con un tempismo almeno sospetto, suggeriscono alcuni analisti. Frammenti di impronte digitali trovate sui resti di uno degli ordigni dovrebbero permettere di risalire all’identità di uno dei kamikaze attraverso il test del Dna. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un uomo di circa 25 anni, mentre l’altro attentatore sarebbe una donna. Ma altre fonti parlano di due uomini. Per gli investigatori turchi il modus operandi dellIsis sembra adattarsi perfettamente alla strage di Ankara: «L’attacco è nello stile di Suruc, tutti i segnali indicano che è una copia». Stamani raid della polizia in tutto il Paese hanno preso di mira affiliati del gruppo jihadista, con 36 arresti che però non risultano legati all’attacco di ieri. Nei prossimi due giorni, in cui proseguirà il lutto nazionale, diverse sigle sindacali e di categoria hanno proclamato scioperi per protestare contro la strage. 

 

 
 

 

VERSO IL VOTO  

La Turchia si prepara così a vivere tre settimane di fuoco fino alle cruciali elezioni anticipate del primo novembre. Che comunque, hanno assicurato oggi dal governo, si terranno senza alcun rinvio: «A causa dei rischi crescenti la sicurezza nelle manifestazioni elettorali, che è già stata aumentata, sarà rafforzata ulteriormente». I timori non riguardano più solo il sud-est turco, dove pure il cessate il fuoco temporaneo annunciato ieri dal Pkk appare fragile, anche perché la Turchia continua le sue operazioni militari. Nella notte 49 guerriglieri curdi sono stati uccisi da nuovi bombardamenti nella regione e in nord Iraq, mentre 2 soldati sono morti in scontri a fuoco nella provincia di Erzurum.