読者です 読者をやめる 読者になる 読者になる

時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

ヨーロッパ諸国の難民管理状況

 

 

 ヨーロッパ諸国の難民管理状況についてまとめています。今回のテロをうけて、さらに強化される可能性は高いです。地図もわかりやすい。緑は国境での検査を再開した国、

黄色は難民の割当制度に反対している国、紫は滞在許可の発行を厳格化している国、赤は国境に分離壁を設置している国です。

 


スウェーデン
 スウェーデンは躊躇し、援助を求め、代替策を模索していたが、結局のところ、もはや移民の流入を受け入れつづけるのは「耐えがたい」と判断した。そして移民担当部門のMigrationsverketの要請のもとで、異例な措置を決定した。12日の正午から11月20日まで、国境での管理を再開することになった。これは過去19年来初めてのことである。
 この措置についてスウェーデン政府は「一時的なもの」と説明しており、「壁を作るわけではないし、わが国への難民の要請を拒否するものでもない」と説明している。この措置は、これまでの予想の二倍にあたる19万人が難民申請をすることが見込まれたことから決定されたものである。スウェーデンでは冬の長さと厳しさを考えると、もはや「十分な援助と避難所を提供することができない」という。すべての難民受け入れセンターは満員であり、内務大臣は、警察か「もはや治安を保証できない状態になっている」と語っている。

 

-イギリス
 ユーロトンネルに警備員を配置し、国境で検査し、イギリスとフランスの警察隊が多数配備されているものの、フランスからイギリスへの難民に流入を防ぐには不十分だった。イギリスは国境で難民の流入を阻止するだけではなく、危機にあって、欧州連合の基本的な原則をである移動の自由を否定することになった。
 キャメロン首相は、「イギリスは経済の自由の原則を信じている。しかし移動の自由がわが国の学校、病院、公共サービスに与える圧力はあまりに大きなものである」と声明している。キャロメン首相は2017年にはイギリスのEU離脱の国民投票を実施することを約束しており、EUにたいしてはイギリスへのEUの移民の数を「イギリスに有利なように」制限すること、イギリスが参加していないEUの政策に対して拒否権を行使できることを要求している。

 

-スペイン
 スペインは20年舞えからある「壁」を高くすることを決定した。北アフリカにあるスペインの飛び地の領土であるセウタとメリリアにある分離壁は、ヨーロッパへの移民の流入を防ぐ障壁の一つである。今回の移民の危機が始まった最初の頃から、スペインのこの二つの自治都市とモロッコを隔てる古い金属製の壁は、難民たちと警察の間の衝突の舞台となり、負傷者や逮捕者を出していた。モロッコとモリタニアから、このセウタとメリリアの町を通過して、8万人の難民がヨーロッパに移住しようとしているとみられる。

 

オーストリア
 オーストリアの内務大臣は、スロベニアからの、そしてスロベニアへの難民の流れを管理するために「技術的な障壁」を作ることを検討しているが、すでにオーストリア政府は難民申請を処理するための規則を修正している。11月15日からは、難民の承認は暫定的なものであり、有効期間は3年で、3年ごとに更新しなければならない。また家族の呼び寄せの規則も修正された。待機期間がこれまでの1年から3年に伸ばされたのである。

 

-ドイツ
 今年の8月にドイツはスウェーデンにならって、シリアからの難民にたいして国境を解放することを決定した。これは移民処理について、最初に入国した国に移民の処理を義務づけたダブリンII規則に反するものであった。昨12日にメルケル首相は、シリア人の入国を拒否し、最初に入国した国に差し戻すことを決定した。これからはダブリンII規則を遵守するというわけである。

 

-スロバニア
 スロバニアはヨーロッパでは初めて、他のEU諸国との間を隔てる壁を設立した国である。スロベニア軍は11日、クロアチアとの国境に、移民の流入を管理するための鉄条網の壁を設置することを決定した。この決定は、数日以内に2万人から3万人の移民がやってくるという予測に基づいて、緊急事態として下されたものである。

 

ハンガリー

 多くのバルト海諸国と同じようにハンガリーも、移民を受け入れる強制割り当て方式には反対している。しかしハンガリーはとくに強硬な反対意見を述べており、陸地からヨーロッパに流入しようとする難民たちを拒否しようとする姿勢も強硬である。ハンガリーのオルバン首相は、すでに「壁首相」という渾名をもらっているが、難民たちを列車の中に閉じ込め、国境での進入を阻止し、セルビアとの国境に設置したのと同じような鉄条網の障壁を作って閉じ込めている。

www.lastampa.it

Così l’Europa ha smontato il piano sui rifugiati

 
 
 

Svezia  

Hanno temporeggiato, chiesto aiuto e cercato soluzioni alternative, ma alla fine anche la Svezia, schiacciata da un flusso di rifugiati «non più sostenibile» e dopo la richiesta del Migrationsverket, l’Agenzia per i migranti, ha annunciato una misura straordinaria: da ieri a mezzogiorno e fino al 20 novembre sono stati ripristinati i controlli alle frontiere. Erano 19 anni che non succedeva.  

Il provvedimento, che il governo si è affrettato a definire «temporaneo», che «non è un muro e non preclude la richiesta d’asilo nel Paese», è stato deciso dopo che le stime avevano previsto il numero record di 190 mila arrivi nel 2015, il doppio rispetto a quelli precedentemente ipotizzati. La Svezia non è più in grado di offrire «un riparo e un’assistenza adeguata ai rifugiati», soprattutto in vista del lungo e gelido inverno. Tutti i centri di accoglienza sono stracolmi e il ministero dell’Interno ha ammesso che le forze di polizia «non possono più garantire la sicurezza». Ancora ieri il premier socialdemocratico Stefan Lofven ha ribadito che nessun richiedente asilo verrà rimandato indietro  

 

Gran Bretagna  

Eurotunnel presidiato, controlli alle frontiere, presenza massiccia delle forze dell’ordine - sia inglesi che francesi - per evitare l’ingresso nel Paese non bastano. La Gran Bretagna non si limita alla «protezione» dei confini per fermare il flusso di rifugiati, ma mette in crisi uno dei fondamenti stessi dell’Unione europea: la libera circolazione. «Il Regno Unito crede in un’economia aperta - ha detto il premier Cameron -, ma la pressione che la libera circolazione porta sulle nostre scuole, ospedali e sui nostri servizi pubblici è troppo grande». Cameron ha promesso un referendum sulla Brexit entro il 2017 e tra le richieste all’Unione spiccano quella per limiti sui «benefit» ai migranti Ue in Gran Bretagna, e un diritto di veto sulle politiche Ue, anche quelle a cui Londra  

non partecipa 

 

Spagna  

La Spagna aveva deciso di alzare un muro già vent’anni fa: le reti di separazione di Ceuta e Melilla sono una delle tante barriere anti immigrati d’Europa. Ma dall’inizio della crisi dei rifugiati le alte reti metalliche che separano il Marocco dalle due città spagnole autonome sono sempre più spesso teatro di scontri tra profughi e polizia, con feriti e arresti. Si calcola che sarebbero circa 80 mila gli  

immigrati che dal Marocco e dalla Mauritania sono pronti a entrare in Europa attraverso Ceuta e Melilla  

 

Austria  

Mentre il ministero degli Interni austriaco studia un«barriera tecnica» per «convogliare e gestire» i flussi da e per la Slovenia, il governo ha già cambiato le regole per le richieste d’asilo: dal 15 novembre il diritto di asilo sarà temporaneo e durerà solo 3 anni, quindi sarà necessario il rinnovo. Novità anche per le famiglie: l’attesa per ottenere i via libera ai ricongiungimenti familiari passa da 1 a 3 anni  

 

Germania  

Lo scorso agosto la Germania aveva seguito l’esempio della Svezia e aveva deciso di aprire i confini ai siriani in fuga, derogando ai principi di Dublino. Ieri la cancelliera Angela Merkel ha annunciato il dietrofront e ha deciso di respingere i siriani verso il Paese europeo  

di primo approdo tornando così ad applicare alla lettera il regolamento di Dublino. Secondo quanto ha riferito la «Suddeutsche Zeitung» a prendere la decisione sarebbe stato autonomamente il ministro dell’Interno Thomas de Maizière 

 

Slovenia  

Sarà il primo Paese ad avere un muro che lo separa da un altro Stato dell’Unione Europea: l’esercito sloveno ha cominciato mercoledì a disporre filo spinato al confine con la Croazia per controllare l’afflusso di migranti. La decisione di alzare una barriera è scaturita dall’emergenza annunciata per i prossimi giorni, con la previsione di un possibile ondata di 20-30 mila migranti  

 

Ungheria  

Come gran parte dei Paesi Baltici l’Ungheria è contraria alle quote obbligatorie di migranti, ma è soprattutto il Paese più ostinato e duro nel tentativo di respingere i profughi che cercano di raggiungere il Nord Europa via terra. Orban – già ribattezzato il «premier dei muri» – ha chiuso i profughi in treni blindati, li ha bloccati alle frontiere e fermati con barriere di filo spinato come quello al confine con la Serbia