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時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

イスラム国と戦う新たな連合の形成

 


 イスラム国との戦いのために新たな連合が形成されつつある。以下では国別にイスラム国との戦闘状況をまとめてみよう。

 

-ロシア
 過去48時間以内にロシアの戦闘機スホーイが、ラルナカ基地から飛び立って、2300回の空爆を実行した。これらの爆撃機は、ダマスカス地域ではアサド政権と対立する反体制派、西部ではアルカイダと同盟しているイスラーム過激派のヌスラ戦線、北部ではトルコ、カタール、サアジアラビアが支援している反体制派をターゲットとしたものだった。イスラム国はターゲットとされなかったために、アレッポ、ホムズ、ハマで陣地を拡大した。ロシアはこれに反応して、イスラム国に向けて多数のミサイルを発射した。ロシアは、シリア軍、イラン軍、ヒズボラで構成された地上軍を進攻させ、イドリブを奪い返し、アレッポから反体制派の軍隊を追い出し、ダマスカスのアサド政権の地位を強化させることにある。しかし地上軍の攻勢は、トルコに支援された反体制派の「アフラール・アル・シャム」と「征服軍」が所有する対戦車ミサイルTOW(トウ)の威力のために、これまで難航している。

 

アメリカ合衆国
 アメリカ合衆国、アラブ首長国連合、バーレーンカタールサウジアラビア、ヨルダンなどの同盟国は、2014年8月から合計で約5万回の攻撃を実行してきた。これらの戦闘機は、ヨルダン、アラブ首長国連合、カタールバーレーン、トルコの基地だけではなく、アメリカ軍の空母からも出撃している。現在ではアメリカ軍は、原油タンクも攻撃し、イスラム国の資金源を枯渇させようとしている。無人機によるイスラム国の幹部の攻撃も続けている。この同盟軍の唯一の地上戦力は、イランのクルド人兵士の部隊であるペシュメルガだけであり、この部隊はコバネとシンジャールでイスラム国の部隊を圧倒している。そのためアメリカ政府は、シリアのクルド人部隊にも武器を供給することを望んでいるが、これはトルコのエルドアン大統領の怒りを招くことになろう。

 

-フランス
 48時間前から戦闘機ラファールとミラージュ2000で、ラッカを爆撃している。ターゲットはアメリカ軍とともに選び出したイスラム国の拠点である。フランス軍の目的は、イスラム国の首都であるラッカに向けた同盟軍の作戦を支援することにある。フランス軍の基地は、ヨルダンとアラブ首長国連合に置かれているが、空母シャルル・ド・ゴールも到着しており、フランス軍は作戦の長期化を計画しているようである。フランスは、アメリカ合衆国とロシアと空爆地域を分割する計画を立てており、これがアサド政権後のアメリカ、ロシア、フランスのシリア国内の勢力範囲を決定することになろう。

 

-イラン
 イランのカセム・スレイマニ将軍は、麾下の兵士としてイランの革命防衛隊の兵士1000人のほかに、レバノンヒズボラの兵士5000人と、シーア派民兵15,000人を擁しており、これはシリアからイラクにかけて展開している最も強力な地上部隊である。イランはこれらの部隊を、イドリブ、ラタキア、ホムズ、ハマ、ダマスカスのイスラム国やそれ以外の反乱軍の砦を攻撃するために活用している。ただし犠牲も大きい。先月も4名の高級士官を失い、14日間で29名の兵士を失っている。

 

-トルコ
 トルコはシリアとの国境に少なくとも12,000名の兵士を配備している。これらの兵士たちは、難民たちがとどまることのできる「逃走ゾーン」を確保するために、シリアに入国する大統領命令が下されるのを待っているのである。トルコ政府はこの作戦をイスラム国の攻撃のためとしているが、実際にはシリアとイラククルド人のゲリラたちがこの地域で自立することを防ぐことを目的としている。トルコはイスラム国を攻撃するためとして空爆を実行しているが、実際にはイスラム国を攻撃するという名目で、クルド人の基地を爆撃しているのである。この「短絡」が、同盟軍の作戦に穴を開けてしまっている。

 

www.lastampa.it

Così nasce la grande offensiva anti-Califfato

Bombardamenti francesi e russi su Raqqa, raid americani contro i traffici di petrolio, appoggio ai Peshmerga a Sinjar. La nuova coalizione anti-islamisti si delinea anche sul terreno. Le divisioni su Assad e curdi possono ancora frenarla?
AP

Soldati russi armano i Sukoi per bombardare l’Isis

 
 

Missili russi su Aleppo, jet francesi su Raqqa e A-10 americani contro Deir al-Zour: le due coalizioni che combattono lo Stato Islamico (Isis) intensificano gli attacchi dall’aria mentre, sul terreno, truppe siriane-iraniane si battono nella provincia di Idilib e unità peshmerga presidiano la riconquistata Sinjar. Le operazioni belliche in Siria e Iraq vanno anche oltre Isis, coinvolgono altre potenze regionali, con dimensioni tali da far parlare il re giordano Abdallah di «Terza Guerra mondiale». 

 

RUSSIA  

Negli ultimi 48 giorni i Sukhoi russi di base a Larnaka hanno effettuato 2300 missioni. Colpiscono nell’area di Damasco tutti i ribelli anti-Assad, nell’Ovest i jihadisti di Al Nusra, affiliata ad Al Qaeda, e nel Nord i ribelli sostenuti da Turchia, Qatar ed Arabia Saudita. Isis ne ha tratto vantaggio, guadagnando posizioni fra Aleppo, Homs e Hama. La reazione russa è arrivata con una pioggia di missili contro Isis. L’intento di Mosca è far avanzare le truppe di terra siriane, iraniane ed Hezbollah per riconquistare Idlib, cacciare i ribelli da Aleppo e consolidare Assad a Damasco. Ma le offensive di terra siriane finora si sono infrante contro i missili anti-tank Tow dei ribelli dell’«Esercito della Conquista» e di «Ahrar al-Sham», addestrata in Turchia. 

 

 

 

STATI UNITI  

Sono centinaia di aerei, americani ma non solo, per un totale di oltre 50 mila missioni dall’agosto 2014. Decollano dalle basi in Giordania, Emirati, Qatar, Bahrein e Turchia potendo contare anche sulle portaerei Usa. È un’armata del cielo che include Paesi arabi: Emirati, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita e Giordania. Finora hanno dato la caccia ai leader di Isis, colpendo basi e centri di comando. Adesso gli Usa iniziano a bersagliare anche le cisterne di greggio per ostacolare i flussi di denaro al Califfato. Nelle basi in Giordania ci sono le truppe speciali Usa, hanno già eliminato Abu Sayyaf «ministro del Petrolio» di Isis, e sono pronte ad altri blitz. La scelta di David Cameron di far rientrare Londra nelle operazioni, non solo con i droni, è importante perché il Pentagono che si trova a dover rinunciare agli efficienti canadesi di cui il neopremier Trudeau ha annunciato il ritiro. Le uniche truppe di terra di questa coalizione sono i peshmerga curdi iracheni, che a Kobane e Sinjar hanno battuto Isis, per questo Washington vuole armare anche i curdi siriani. Andando incontro alle ire della Turchia di Erdogan.  

 

FRANCIA  

Rafale e Mirage 2000 da 48 ore bombardano Raqqa. Sono attacchi ad ondate su obiettivi Isis selezionati con gli Usa. L’intenzione dei comandi francesi è di assumere la guida delle operazioni della coalizione contro la capitale del Califfato. Parigi si ritaglia un suo fronte di operazioni, con il sostegno di Giordania ed Emirati dove ha le basi. L’arrivo della squadra navale della portaerei De Gaulle suggerisce un impiego di lungo termine. Ed una suddivisione di zone di intervento con Washington e Russia che può portare alla creazione di rispettive zone d’influenza nel dopo-Bashar Assad. 

 

 
 

 

RETROSCENA - Adesso la Germania si sente nel mirino (di Tonia Mastrobuoni)  

 

IRAN  

Con oltre 1000 Guardiani della rivoluzione, 5000 Hezbollah libanesi e 15 mila miliziani sciiti il generale iraniano Qassem Soleimani guida il più consistente contingente di terra fra Siria e Iraq. Teheran usa i propri uomini come fanteria d’assalto contro le roccaforti ribelli, Isis e non, a Idblib, Latakia, Homs, Hama e Damasco. Per questo subisce perdite: almeno 4 alti ufficiali nell’ultimo mese, 29 soldati in 14 giorni. E’ un prezzo alto che l’Iran paga per sedere a pieno titolo nel gruppo di potenze che ridisegneranno l’intera regione. 

 

MAPPA - Le vittime del terrorismo globale: solo il 3% sono in Occidente  

 

TURCHIA  

Almeno 12 mila soldati turchi sono ai confini con la Siria. Aspettano l’ordine di entrare per creare una «fly zone» dove ospitare i rifugiati. Ankara lo presenta come un passo anti-Isis ma ciò che più le preme è ostacolare i guerriglieri curdi in Siria ed Iraq, affinché non formino un’unica regione autonoma. Per impedirlo Ankara è pronta all’invasione. I raid aerei turchi contro Isis si contano sulle dita di una mano: decollati per colpire il Califfo, arrivano a destinazione contro le basi dei curdi. È un corto circuito che indebolisce la coalizione. 

 

PAESI SUNNITI  

Arabia Saudita e Turchia armano i ribelli che ostacolano i russi in Siria. In Yemen, Riad guida una vasta coalizione sunnita che sta obbligando i ribelli houthi alla ritirata. E in Libia l’Egitto assieme agli Emirati sostiene le truppe di Tobruk usando i raid contro Isis a Sirte. I Paesi sunniti dispongono di forze militari consistenti ed efficienti. Ma esitano a usarle in Siria.