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時事イタリア語

イタリア語の新聞で最新のニュースを読みます

リビアのトリポリで、密航商売グループの首領とみなされる人物の襲撃事件が発生

 リビアトリポリで昨夜、「プロ」が実行したとみられる攻撃によって、リビアの密航商売グループの首領とみなされている人物が殺害された。リビアトリポリを「事実として」支配している議会の議長は、この襲撃はイタリアの特殊部隊によるものであると非難したが、イタリアの外務省、国防省、諜報機関はただちにこれを否定した。ただし殺害された人物の身元もあやふやであり、襲撃が行われたことそのものすら疑わしくなっている。
 リビアのメディアでは一日中、殺害されたのはサラー・マスクフートという人物だと報道していた。この人物はザワラ生まれで、ザワラは移住者の密航の中心地となっている。8月末には、このザワラから数百人の密航者が小さな船に乗って出航し、陸地からそれほど離れていない場所で死んだ。浜辺に打ち上げられた移住者たちの死体の写真が、世界中を駆け巡った。マスクフートは、ガダフィ時代のリビア軍の士官で、移住者たちを密航させる商売の主要なボスとみなされている。現地の情報筋によると、この人物はリビア議会の現在の議長であるヌーリー・サハマイン氏の親しい友人だという。

 リビアのメディアによると、マスクフートはトリポリ医療センターの近くにある「親類の家」に滞在していた。この家を出たところで、護衛隊が武装した人々によって襲われた。銃撃が行われ、「ピストルだけで武装した」襲撃者たちがマスクフートとその8名の護衛たちを殺害したという。
 ところがこの人物については人名の伝達ミスがあったと噂されており、殺害されたのはサラー・マスクフートという人物ではないという。47歳になるこの名前の人物が、移民局に電話してきて、「わたしは生きています」と申し出たという。「わたしはずっとザワラにいました」と主張し、1991年の昔にリビア軍から退役しており、2009年までリビア軍にいたとされる密航商売のボスではないと主張している。移民局はこの情報をトリポリの「治安当局の信頼できる筋」に伝達したが、その筋では殺害された人物は「密売商売に関与している人物であり、そのために殺害された」と語っているという。ただし移民局の責任者は、「人物の取り違えがあったのはたしかであるが、それは襲撃が行われなかったことを意味するものではない」と語っている。
 リビアの現地の民兵たちは、密航商売を実行している組織との「戦争」を宣言しており、これは現地の住民たちか支援をうけている。あるいは密航商売のボスの殺害は、巨額の儲けが入るこの商売にかかわる複数の集団の間の戦いによるものだったのかもしれない。ただしリビアは現在は陰謀の巣のようなものである。現地の情報組織の関係者は匿名を条件に、この襲撃で使われた銃弾は、通常使われているものとは違う種類のものであったことを明らかにしている。別の情報筋によると、襲撃者たちはイタリア語を話していたという。しかし本日朝に本紙が質問したところ、イタリア政府はこの襲撃にイタリア人が参加していたことを否定している。
 しかしイタリアにたいする非難は、西洋が承認していないトリポリ政府の議会の議長からも示さている。ヌーリー・サハマイン 議長は、イタリアの特殊部隊が殺害を実行したと非難している。ただしイタリアの外務省と国防省は、イタリア軍が関与していることは「絶対にありえない」と否定している。

 確実なのは、殺害された人物が35隻の船(主として漁師の使う小さな船である)を所有しており、これらの船がリビアからイタリアまで密航しようとした人々を運ぶのに使われていたということである。またNATOの関与も噂されているが、NATOの情報筋では、同盟軍がこの殺害に関与していたことはありえないと否定している。

 

www.lastampa.it

È un mistero l’uccisione in Libia di un boss degli scafisti

Nove morti a Tripoli. Il governo locale accusa: sono stati gli italiani. La Farnesina nega
AP

Zuwara, il cadavere di un migrante portato via dalla spiaggia

 
Un boss del traffico di esseri umani sarebbe stato ucciso all’alba di ieri a Tripoli in un attacco compiuto da «professionisti»: il presidente del Congresso, che governa “de facto” la capitale libica, ha accusato le forze speciali italiane, provocando una pioggia di smentite a Roma da Farnesina, Difesa e 007. Ma il giallo riguarda anche l’identità del trafficante ammazzato, con una ridda di voci e smentite incontrollabili nel caos in cui versa la Libia che arriva a negare persino l’intera vicenda. 

 

CHI ERA  

Per tutta la giornata l’ucciso è stato indicato dai media libici con il nome di Salah Maskhout. Originario di Zuwara, il porto che fa da epicentro della tratta di migranti. Da lì erano salpati centinaia di migranti naufragati su un barcone e morti a poca distanza dallo coste a fine agosto. Le tragiche immagini dei cadaveri sul bagnasciuga avevano fatto il giro del mondo. Maskhout, ex ufficiale dell’esercito libico nell’era Gheddafi, considerato il principale boss del traffico di essere umani. Secondo fonti locali era molto amico di Nouri Abusahmain, attuale Presidente del Parlamento libico. 

 

L’AGGUATO  

Secondo i media libici Maskhout si trovava a Tripoli «a casa di parenti», nella zona del Tripoli Medical Centre. All’uscita dall’abitazione il convoglio della scorta è stato fermato da uomini armati. È scoppiata una sparatoria e gli assalitori «armati solo di pistole» hanno colpito Maskhout e ucciso le sue 8 guardie del corpo.  

 

IL GIALLO SUL NOME  

In serata è tuttavia emerso che ci sarebbe stato un errore di trascrizione, e l’uomo ucciso non si chiamerebbe Salah Maskhout. Un signore con lo stesso cognome, 47 anni, ha fatto sapere di essere vivo e vegeto e soprattutto di non avere nulla a che fare con il traffico di esseri umani. «Posso assicurarvi che sono vivo», ha detto al telefono a Migrant Report. «Sono sempre rimasto a Zuwara», ha precisato, spiegando di aver lasciato la divisa dell’esercito libico nel lontano 1991 - non come il presunto “boss” ucciso, che sarebbe stato un ufficiale fino almeno al 2009. Migrant Report ha riferito comunque di aver contattato una «fonte qualificata della sicurezza» a Tripoli che ha insistito: «L’attacco si è verificato», ha assicurato la fonte, «sorvolando su chi siano gli autori». L’uomo ucciso «era coinvolto nel traffico di esseri umani, ed è per questo che è stato eliminato». «È sicuramente uno scambio di identità», ha sottolineato uno dei responsabili di Migrant Report, «ma questo non vuol dire che l’attacco non ci sia stato». 

 

LE IPOTESI  

Le milizie locali hanno dichiarato una vera e propria «guerra» ai trafficanti, con il sostegno della gran parte della popolazione. Probabilmente la morte del trafficante di uomini si tratta di un regolamento di conti tra bande rivali, interessate a un affare che muove milioni di euro. Ma intanto in Libia impazza la dietrologia. Secondo alcune fonti anonime citate da organi d’informazioni locali, i proiettili utilizzati non sarebbero stati di tipo comune. Secondo altre fonti, tra gli assalitori vi sarebbero state persone che parlavano italiano. Ma già in mattinata fonti del governo italiano, interpellate da La Stampa, avevano negato un coinvolgimenti degli italiani.  

 

NATO IN CAMPO  

L’accusa viene però rilanciata dal presidente del Parlamento “parallelo” di Tripoli (il cui governo non è riconosciuto dall’Occidente). Secondo Nouri Abu Sahmain a uccidere lo scafista sarebbero state forze speciali italiane. La Farnesina e fonti della Difesa hanno smentito «categoricamente» qualsiasi coinvolgimento di forze italiane. Anche fonti militari locali smentiscono le accuse: «Non c’è alcun coinvolgimento di soldati italiani». Quel che sembra certo è che il boss ammazzato aveva a disposizione uno stock di 35 barconi, perlopiù navi da pesca, con i quali smistava il flusso di disperati che dalla Libia tentano di arrivare in Italia. Infine, anche fonti riservate della Nato negano che forze alleate possano essere state implicate nell’uccisione.